«Quando la tutor ci ha parlato degli stage, non sapevo bene cosa fare. Ho pensato però che il lunedì sera, frequentando un momento di condivisione con alcuni ragazzi con disabilità, mi sentivo bene. Allora ho realizzato che avrei potuto cercare un’esperienza simile. È in quel momento che mi è venuta in mente Matera e la cooperativa Oltre l’Arte».
È iniziata così l’esperienza di Matteo: da una domanda semplice, nata guardando ciò che lo faceva stare bene. L’anno prima, durante una gita con la classe del Liceo Artistico Imprenditoriale Artigianale del Design, aveva visitato la cooperativa Oltre l’Arte e aveva conosciuto alcuni ragazzi con sindrome di Down. Quello che era nato come un incontro durante le attività del progetto “Tessere Legami” si è trasformato, un anno dopo, in un’opportunità concreta di formazione e crescita. Matteo ha scelto di svolgere il proprio stage proprio presso la cooperativa, realtà conosciuta durante il laboratorio di cartapesta guidato dal maestro artigiano Uccio Santochirico.
Per tre settimane Matteo ha vissuto a Matera, sperimentando per la prima volta una vera lontananza da casa. Ogni mattina raggiungeva la cooperativa, accoglieva i ragazzi e li aiutava a prepararsi per iniziare il lavoro in laboratorio.
«Ho imparato a fare i calchi in cartapesta, a usare colla e materiali, a modellare la creta, a dipingere bomboniere, a lavorare con l’acquerello.» Attraverso il lavoro quotidiano in laboratorio, Matteo ha potuto sperimentare da vicino alcune tecniche dell’artigianato artistico, scoprendo come creatività, manualità e precisione possano diventare competenze professionali e occasioni di espressione personale.
La parte più importante, però, è stata il rapporto con i ragazzi. «Ho scoperto un mondo. Ogni giorno succedeva qualcosa: battute, scherzi, tante domande, qualcuno che portava da mangiare, qualcuno che chiedeva che cosa avrebbe fatto dopo il lavoro. In laboratorio non prendevo quasi mai in mano il telefono, cosa per me non scontata».
Anche fuori dal laboratorio Matteo non è rimasto solo. «A casa mia siamo in tanti, non ero abituato a stare a casa nel silenzio. Ho dovuto imparare a gestirmi, perché era la prima volta che rimanevo per tanto tempo solo lontano da casa. Però intorno avevo persone che mi hanno accolto benissimo e mi hanno aiutato”.
L’esperienza di Matera lo ha aiutato anche a guardare al futuro con meno ansia. Prima dello stage non aveva le idee chiare. «Pensavo di non sapere fare niente. Grazie a questa esperienza sono tornato più tranquillo. Ho capito che mi piace lavorare in mezzo alle persone, che ho bisogno di fare esperienza concreta e che il mondo della disabilità potrebbe essere un ambito da approfondire».
Da Matera sono nate anche altre occasioni. Uccio gli ha proposto di partecipare a un progetto europeo a Taurisano, in Puglia, dove ha incontrato altri giovani e ha lavorato su temi sociali insieme a ragazzi di realtà diverse. Anche questo gli ha aperto una prospettiva nuova: esistono reti, possibilità di viaggio e di lavoro che prima non conosceva.
La storia di Matteo mostra come un incontro nato all’interno di un progetto educativo possa trasformarsi in un’opportunità concreta di crescita personale e professionale. Un’esperienza che unisce artigianato, relazioni, orientamento e scoperta del proprio percorso futuro.
Lo stage di Matteo è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra Cometa e MateraHub all’interno del progetto Tessere Legami, sostenuto dal Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo.


