{"id":1011144,"date":"2026-10-07T10:50:18","date_gmt":"2026-10-07T08:50:18","guid":{"rendered":"https:\/\/puntocometa.org\/?p=1011144"},"modified":"2026-10-07T11:36:12","modified_gmt":"2026-10-07T09:36:12","slug":"federico-altomani-da-cometa-ai-migliori-ristoranti-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/puntocometa.org\/es\/federico-altomani-da-cometa-ai-migliori-ristoranti-deuropa\/","title":{"rendered":"Federico Altomani: da Cometa ai migliori ristoranti d\u2019Europa."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dal primo stage da Davide Oldani al tristellato Geranium, passando per Quique Dacosta.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una carriera lavorativa si costruisce tassello dopo tassello, esperienza dopo esperienza, facendo tesoro di tutto ci\u00f2 che ognuna di esse insegna. E il percorso, prima di formazione e poi lavorativo, di Federico Altomani, ex studente della scuola Oliver Twist di Cometa, ne \u00e8 una limpida testimonianza, oltre che una bella storia di rinascita, dopo un periodo di dispersione. \u201cAvevo smesso di studiare \u2013 racconta \u2013. Poi, per\u00f2, mi hanno consigliato Cometa e uno dei primi corsi della scuola. Ho sempre avuto questa passione, che mi \u00e8 stata trasmessa da mio nonno. All\u2019inizio non \u00e8 stato facile, perch\u00e9 ero giovane, non ero abituato al rispetto degli orari, non sapevo cosa fossero i sacrifici. Per\u00f2 in Cometa tenevano a me. Mi telefonavano, mi spronavano a frequentare le lezioni, mi aspettavano. E l\u00ec sono cresciuto tanto\u201d. Sono state proprio le esperienze fatte negli anni di scuola a formarlo e ad aiutarlo a trovare la propria strada, che Federico, indubbiamente, aveva gi\u00e0 dentro di s\u00e9, in un talento e in una passione che erano solamente da fare emergere e valorizzare. Le attivit\u00e0, i tirocini, gli stage, gli hanno dato la possibilit\u00e0 di capire quale vita volesse costruirsi negli anni a venire. \u201cFacevamo eventi alla Borsa di Milano, al Teatro sociale, in altri posti di una bellezza che non avevo mai visto \u2013 prosegue \u2013. E l\u00ec ho iniziato a sognare il domani. Pensavo che un giorno avrei lavorato costantemente in posti come quelli. Ho dei bellissimi ricordi di Cometa, che mi ha poi offerto la possibilit\u00e0 di proseguire gli studi in Iath, ma anche di fare qualche esperienza all\u2019estero, a Madrid, e di formarmi con tirocini a Milano\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 partito da Milano, da uno stage da D\u2019O, ristorante stellato dello chef Davide Oldani dallo stile elegante, preciso e riconoscibile. Ha proseguito al Mudec, nel ristorante di Enrico Bartolini, tra piatti dai sapori intensi, in un mix tra audacia e raffinatezza. Da l\u00ec in poi ha iniziato a girare l\u2019Europa per i successivi nove anni, fino a oggi, in ristoranti stellati di altissimo livello. Prima nel ristorante di Quique Dacosta, poi da Aponiente, a Cadice, conosciuto per la cucina di mare e la grande attenzione alla sostenibilit\u00e0, che porta a una sperimentazione costante. Poi si \u00e8 spostato a Barcellona, a Disfrutar, dove \u201cinnovazione\u201d \u00e8 la parola d\u2019ordine. E ancora Tickets Bar, Mirazur in Francia, Geranium a Copenaghen in Danimarca, uno dei migliori ristoranti del mondo, a forte impronta italiana, con tanti giovani chef lanciati. Poi \u00e8 tornato a Barcellona: prima da Paco Mendez e infine da Estimar, in cui lo chef andaluso Rafa Zafra persegue una cucina molto elementare e basata sulla purezza e sulla qualit\u00e0 dei frutti di mare e del pesce. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esperienze diverse, culture diverse, usanze diverse che dopo il primo stage hanno arricchito il bagaglio di Federico, oggi molto ricercato dai selezionatori di personale di molti ristoranti. Anche perch\u00e9 la sua cucina, dopo tanto impegno, \u00e8 molto variegata e parla di tutti i viaggi che ha affrontato. \u201cIn futuro vorrei rientrare per stare vicino alla mia famiglia e ai miei amici \u2013 afferma \u2013. Magari aprendo un piccolo bistrot in cui raccontare, attraverso i miei piatti, i viaggi che ho fatto, quello che ho vissuto e l\u2019amore che ancora provo per mio pap\u00e0, che \u00e8 mancato quando ero molto giovane. Questo \u00e8 ci\u00f2 che amo del mio lavoro: raccontare senza dover per forza parlare, ma farlo attraverso una cucina malinconica e dai sapori forti\u201d. Idee chiare di un ragazzo che, una volta ritrovato il proprio sentiero, lo ha sempre seguito e costruito metro dopo metro. E proprio questo \u00e8 il consiglio pi\u00f9 grande che si sente di dare ai giovani studenti. \u201cSeguite il vostro percorso, ci\u00f2 che vi piace imparare \u2013 conclude \u2013 Guardate a ci\u00f2 che l\u2019esperienza pu\u00f2 darvi domani, consapevoli che servono anche i sacrifici. Sono una chiave che permette di aprire le porte e vi rende poi liberi di scrivere la vostra storia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal primo stage da Davide Oldani al tristellato Geranium, passando per Quique Dacosta.&nbsp; Una carriera lavorativa si costruisce tassello dopo tassello, esperienza dopo esperienza, facendo tesoro di tutto ci\u00f2 che ognuna di esse insegna. 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