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Da Como a Palermo, un viaggio che apre nuovi sguardi

3 minuti di lettura

Uscire dal proprio quartiere, prendere un aereo per la prima volta e ritrovarsi a 1500 chilometri da casa.  

È ciò che hanno vissuto alcune ragazze e ragazzi della Scuola Oliver Twist di Cometa e del Centro Studi Opera Don Calabria di Palermo, grazie al percorso di scambio vissuto tra Como e Palermo all’interno del progetto Edu.care II.
Un incontro tra due realtà molto distanti geograficamente, ma unite da un impegno comune nell’accompagnare giovani in situazioni di vulnerabilità e a rischio di dispersione scolastica. 

Gli studenti sono stati protagonisti di un percorso di crescita vissuto in prima persona. Lo scambio ha visto alternarsi visite alla scoperta delle rispettive città e realtà con momenti di condivisione, ma il cuore dell’esperienza è stato rappresentato dai laboratori svolti insieme. 

A Palermo, i ragazzi e le ragazze di Como hanno partecipato al laboratorio di cucina dedicato ai piatti della tradizione palermitana e alla visita, con anche un laboratorio pratico, al biscottificio “Cotti in Fragranza“, all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni Malaspina, un’esperienza che ha lasciato un segno profondo. M., ad esempio, ricorda: «Mi sono trovata accanto a detenuti della mia età, con voglia di raccontarsi e una dolcezza che non mi aspettavo. Ho capito quanto sia importante non giudicare una persona dalla sua storia, ma incontrarla per quello che è.» 

I ragazzi si sono cimentati anche nella realizzazione di due puntate del podcast “Voci di Ballarò“, dedicate ai temi della rabbia e della paura. L’esperienza è stata accompagnata da una passeggiata sociale nel quartiere, guidata da ex persone senza fissa dimora che «ci hanno raccontato tutto quello che volevano dalla loro vita, come sono riusciti a trovare una seconda possibilità e una casa grazie all’aiuto di persone che si sono occupate di loro.» 

Parallelamente, anche i tutor e docenti accompagnatori hanno preso parte alle attività, rafforzando le proprie competenze educative attraverso il confronto con i colleghi palermitani e osservando da vicino il percorso vissuto dagli studenti: «All’inizio i ragazzi si sono sentiti spaesati, tra ambienti nuovi, modalità di lavoro diverse e il dialetto. Ma proprio grazie ai laboratori, lavorando insieme verso un obiettivo comune, hanno superato le difficoltà iniziali e avviato un’autentica conoscenza reciproca.» 

Alla fine, tra i ragazzi qualcuno ha capito che «ognuno di noi ha bisogno di trovare il proprio modo di stare nel mondo. Non esiste un unico modello di persona riuscita, di studente bravo, di vita ben vissuta. Secondo me le persone che fanno la differenza nella vita degli altri e nella propria sono quelle che non smettono di credere nel potenziale di chi hanno davanti, anche quando tutto sembra dire il contrario.» 

Anche per gli studenti arrivati da Palermo il soggiorno a Como è stato un’esperienza significativa, vissuta tra conoscenze, scoperte, attività laboratoriali e visite sul territorio.  

Un primo momento di condivisione è stato il laboratorio di cucina, realizzato con la classe III del Liceo del Lavoro della scuola Oliver Twist. Attraverso la costituzione di piccoli gruppi di lavoro, i ragazzi hanno realizzato ricette tipiche della tradizione siciliana e lombarda, sperimentando tecniche di cucina, organizzazione delle attività operative e gestione delle diverse fasi produttive.  

Il laboratorio di carità, invece, ha permesso loro di dedicarsi al supporto scolastico per alcuni bambini di Una Casa per Crescere de Il Manto, un’esperienza importante che qualcuno di loro non avrebbe mai pensato di fare: “Grazie a questo laboratorio ho conosciuto nuovi compagni e ho persino aiutato i bambini a fare i compiti. Proprio io, che a scuola non sono mai stato bravo!» 

Infine, le numerose visite esplorative nel territorio di Como e Milano hanno permesso di ampliare gli orizzonti culturali, arricchire le relazioni tra due territori e stimolare la curiosità. I luoghi visitati, come il Duomo e il centro storico di Como, il lago di Como e Cernobbio, il Duomo di Milano e Castello Sforzesco hanno affascinato e incuriosito i giovani palermitani, alcuni dei quali non erano mai usciti fino a quel momento dal proprio quartiere.  

Gli scambi promossi da “Edu.care II” dimostrano come l’incontro tra persone, esperienze e territori diversi possa diventare un’occasione concreta di crescita reciproca. Per molti ragazzi è stato un viaggio che ha ampliato gli orizzonti, fatto nascere nuove amicizie e lasciato uno sguardo diverso sulle persone e sulle loro storie. Un’esperienza destinata a lasciare un segno ben oltre la fine del viaggio. 

Si ringrazia il Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo. 

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