Chi siamo

Un insieme di persone, famiglie, educatori, professionisti e volontari che condividono un impegno

Rassegna stampa

Dicono di noi: articoli, interviste e approfondimenti
La forza di un’idea che continua a generare cambiamento
Percorsi costruiti intorno alla persona
I nostri bilanci sociali e i documenti relativi ai contributi pubblici
Tutti i contenuti scaricabili e le nostre pubblicazioni
Scopri i luoghi di Cometa
Trova il tuo posto in Cometa

Cosa facciamo

Cometa è uno spazio per crescere, scoprire il proprio talento e costruire il proprio futuro

Il nostro impegno verso bambini, ragazzi e famiglie
Imparare facendo, crescere insieme
Il lavoro come possibilità, scoperta, costruzione di sé

Mario Calabresi in Cometa: uno “slancio del cuore” verso scelte coraggiose

2 minuti di lettura

Cosa significa scegliere?

È una domanda semplice solo in apparenza, quella che ha guidato l’incontro tra Mario Calabresi e le studentesse e gli studenti della scuola Oliver Twist. Lo scrittore e giornalista è stato ospite in Cometa per dialogare con i ragazzi sul significato e sull’importanza delle scelte, un tema centrale nel percorso educativo e orientativo della scuola.

Attraverso il racconto della sua vita, Calabresi ha intrecciato diverse riflessioni e aneddoti, partendo da una ferita che ha segnato profondamente la sua storia: la perdita del padre, ucciso dal terrorismo politico negli anni ’70. Da lì ha condiviso la prima, decisiva scelta: non lasciare che rabbia e dolore guidassero il suo futuro.

Passare le giornate a coltivare rabbia e vendetta preclude tutto il resto, come il divertimento, le amicizie, l’amore“.

Una scelta non scontata, uno “scommettere sul positivo e non sul negativo”. Una scelta che non cancella il dolore, ma lo trasforma in possibilità.

Nel dialogo con gli studenti è emersa con forza un’idea: scegliere significa spesso rinunciare, perdere qualcosa, lasciare andare. Ma significa anche inseguire le proprie vocazioni, provare, buttarsi in ciò che ci appassiona.

Non esiste la scelta perfetta, giusta ed esatta. Spesso una cosa che scegliamo ora la rivaluteremo in futuro. Ma ciò che conta è fare pace con l’errore, tornare indietro e ricominciare“.

Un messaggio prezioso per chi si trova oggi a immaginare il proprio futuro. Perché, come ha ricordato Calabresi, “la vita non è come una corsa dei 100 metri, ma una maratona“: un percorso lungo, fatto di fasi diverse, consapevolezze che maturano nel tempo, errori che diventano occasioni di crescita.

Incalzato dalle domande dei ragazzi, il giornalista ha raccontato “di aver imparato più dalle sconfitte che dalle vittorie”. Le cadute gli hanno insegnato a “riconoscere le persone su cui poter contare, a dare valore alla fiducia, ad abitare anche il tempo dell’incertezza e dell’attesa, nonché del silenzio“.

I racconti si intrecciano come quello dei suoi zii, che decisero di aprire un ospedale in Uganda. Davanti a un progetto così grande, i “contro” erano molti. Eppure, a fare la differenza è stato uno “slancio del cuore”: un sì capace di superare le paure e di avviare un’opera che oggi è uno dei più importanti ospedali della regione.

Uno slancio che diventa immagine concreta di ciò che significa scegliere: non avere tutte le risposte, ma trovare una ragione sufficiente per iniziare.

Infine, un invito semplice e potente: stare a contatto con le persone. “Non esistono vite non interessanti. Quando si parla poco e si ascolta tanto, si torna a casa più ricchi“.

Così come l’incontro con lui, ha lasciato non solo spunti di orientamento, ma una storia piena di vita: “scegliere non è trovare la strada giusta e perfetta, ma non avere paura di mettersi in gioco, fare pace con gli errori e correggerli, lasciandosi guidare da quello slancio del cuore che ci indica la direzione“.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi aggiornamenti, iniziative e racconti dal mondo Cometa






Inactive

Cerca