Si è concluso negli ultimi giorni il primo anno del progetto DREAM, l’iniziativa promossa da Il Manto di Cometa per approfondire le condizioni di vita e i bisogni educativi di bambini e bambine di seconda generazione e delle loro famiglie, in particolare nei contesti di maggiore fragilità del territorio comasco. DREAM è nato con l’intento di offrire uno sguardo documentato sulla realtà, per generare consapevolezza e orientare azioni educative appropriate.
Cuore di questo percorso è stata l’analisi condotta da Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) di Milano, che ha sviluppato una ricerca sulla vita dei bambini e delle famiglie coinvolte, raccogliendo il punto di vista di educatori, istituzioni e figure professionali de Il Manto. Le sfide quotidiane sono state guardate nella loro complessità: difficoltà scolastiche, barriere linguistiche, senso di sradicamento culturale, precarietà abitativa e mancanza di ritmi di vita stabili.
Questa “fotografia” del contesto vuole puntare a mostrare che si può “fare bene il bene”: permettendo agli educatori di costruire percorsi personalizzati, capaci di rispondere in modo più preciso alle vulnerabilità dei minori e di accompagnare le famiglie in modo integrato. Allo stesso tempo, contribuisce a definire un possibile modello educativo che tenga conto della dimensione interculturale e che possa essere condiviso anche in altri contesti nazionali.
Attraverso attività educative, laboratori, momenti di confronto e una rete solida di collaborazione territoriale, DREAM ha cercato e cercherà di creare ambienti sicuri e stimolanti, nei quali i ragazzi possano crescere, apprendere e costruire relazioni significative. L’iniziativa vuole anche rafforzare il legame tra famiglie, educatori e scuola, valorizzando le competenze di ciascuno e riconoscendo nella diversità culturale una risorsa.
Il Manto di Cometa vuole così portare il proprio contributo al territorio, non solo nell’accoglienza dei minori, ma anche nella capacità di leggere i bisogni emergenti e proporre percorsi condivisi. Nel corso dell’anno sono stati realizzati tre incontri di ricerca – azione partecipata, con un focus su diverse aree di lavoro specifiche: apprendimento, intercultura e alleanza territoriale. Gli incontri hanno coinvolto i bambini del Manto, educatori, docenti e operatori del territorio. Partendo dalle problematiche espresse, durante il prossimo anno di progetto i genitori e gli operatori del territorio lavoreranno insieme per elaborare strumenti e soluzioni.
Il primo anno di progetto si è concluso con un momento di restituzione finale: “La festa dei popoli”, un’occasione di condivisione a partire dalla conoscenza dell’altro nella sua integrità culturale. Ai genitori dei bambini e ragazzi del Manto è stata data restituzione di quanto emerso durante gli incontri di ricerca – azione partecipata, con lo scopo anche di raccogliere feedback su difficoltà e aspetti che vorrebbero migliorare a partire dal prossimo anno.
Si ringrazia Enel Cuore Onlus, Crédit Agricole e Fondazione Ico Falck.