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Gli studenti del Liceo Artistico – Imprenditoriale Artigianale del Design a Matera: un viaggio tra creatività, inclusione e impresa.

2 minuti di lettura

17 studenti del Liceo Artistico – Imprenditoriale Artigianale del Design della Scuola Oliver Twist hanno vissuto a Matera un’intensa esperienza formativa insieme a insegnanti e tutor.
Cinque giorni di laboratori, incontri e visite per scoprire come artigianato, innovazione e bellezza possano diventare strumenti concreti di crescita personale e professionale. Al centro del viaggio, un obiettivo chiaro: educare lo sguardo all’imprenditorialità, intesa come capacità di leggere il territorio, valorizzarne le risorse e generare opportunità attraverso creatività e responsabilità.

La prima giornata si è aperta con la visita al Villaggio del Fanciullo, dove l’artigiana Veronica Scardillo ha raccontato ai ragazzi un modello di impresa sociale fondato sulla sostenibilità, attraverso la reinvenzione del Cuccù materano grazie al riuso tessile. La cooperativa Con-Tatto ha poi coinvolto gli studenti in un laboratorio di patchwork su tela, realizzato insieme a giovani con background migratorio, dando vita a simboli grafici che raccontano l’incontro tra Matera e Como.

La scoperta della città ha offerto una vera e propria lezione di imprenditorialità territoriale: Matera, da realtà marginale a Capitale Europea della Cultura, è esempio di come un territorio possa rigenerarsi attraverso cultura, turismo e lavoro. La camminata nei Sassi, i laboratori artigianali della cooperativa Oltre l’Arte e l’esperienza all’Officina Creativa di Materahub hanno permesso agli studenti di cogliere il legame profondo tra tradizione e innovazione.

Tra i momenti più significativi, il laboratorio di cartapesta con l’artigiano e educatore Uccio Santochirico. Qui gli studenti hanno lavorato fianco a fianco con professionisti con sindrome di Down, sperimentando come un laboratorio possa essere luogo di lavoro reale, inclusivo e dignitoso. Un’esperienza che ha rafforzato il gruppo classe, come raccontano gli studenti: “Il laboratorio ci ha aiutati a diventare una classe più unita, a lavorare insieme con più consapevolezza e profondità.”

Nei giorni successivi, guidati dalla designer Damiana Spoto, i ragazzi hanno approfondito il rapporto tra design, tessile e identità territoriale, realizzando pattern cromatici personali. Un laboratorio intergenerazionale di uncinetto con l’artigiana Angela Ramundo ha mostrato come il sapere manuale, se condiviso, possa diventare patrimonio imprenditoriale.

L’ultima giornata è stata dedicata alla ceramica, filiera strategica del territorio lucano. A Grottole, gli studenti hanno incontrato l’amministrazione comunale, visitato il Museo della Ceramica e una bottega storica, scoprendo come il riconoscimento di “Città della Ceramica” stia generando nuove opportunità imprenditoriali. Nel laboratorio finale hanno progettato e modellato un oggetto ispirato al tema dell’“incontro e legame”.

“Abbiamo potuto osservare tecniche nuove e diverse, imparando così nuovi modi di lavorare e comprendendo meglio come siamo capaci di organizzarci, non solo a livello individuale ma anche come gruppo. Nel corso della settimana siamo cresciuti molto: ci siamo avvicinati come persone, si sono creati legami più forti rispetto a prima e questo ci ha permesso di collaborare meglio, sentendoci più uniti e affiatati.” – così raccontano gli studenti al rientro.
Queste esperienze rappresentano un passaggio chiave del percorso educativo: trasformare un talento in professione e un incontro in opportunità.

Attività realizzata nell’ambito del progetto “Tessere Legami”, sostenuto dal Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo.

 

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