“Non c’è niente che ci sfidi di più che un “fatto”. E il “fatto” oggi sono dei ragazzi che hanno avuto il coraggio di rispondere a una domanda semplice e infinita: “Chi sono?”. Questa mostra è nata anzitutto da uno stupore. A quella domanda non hanno risposto con una definizione. Hanno risposto con la vita. Con il volto del padre, della madre, della nonna, di un fratello, di un amico. Con la nostalgia di casa e la paura del viaggio. Con il desiderio di lavorare, aiutare la propria famiglia, imparare una lingua nuova, diventare grandi. Con quella frase che, detta da loro, non è uno slogan, ma una domanda seria rivolta a tutti noi: «voglio vivere»“. – Erasmo Figini, fondatore di Cometa
I minori stranieri non accompagnati accolti e formati in Cometa grazie al progetto Mosaico hanno realizzato una mostra fotografica per raccontare la loro storia, le loro origini, i loro legami, la loro voglia di futuro, ripartenza e vita.
I ragazzi hanno scelto di lavorare attraverso le immagini, utilizzandole come strumento per raccontarsi e raccontare qualcosa di sé. In un percorso strutturato in tre momenti, chi ha visitato la mostra ha potuto camminare con delicatezza nelle loro vite e nel loro cuore.
La prima parte, “Chi sono?“, ha raccolto immagini scelte da ciascun ragazzo per rappresentarsi accompagnate da una didascalia; “L’anno in Cometa” raccontava, attraverso fotografie e brevi testi, alcuni dei momenti più significativi vissuti insieme; “Viaggio, aspettative e desideri” ha restituito in forma anonima le risposte ad alcune domande sui temi del percorso migratorio, del presente e del futuro.
L’anno condiviso, la scuola, il lavoro, le gite, il calcio, il cucinare insieme, un compleanno festeggiato per la prima volta, una città nuova scoperta con gli amici: tutto è diventato occasione per conoscersi, imparare, appartenere. Un percorso che ci mostra come “educare” non è solo una parola, ma una vera e propria esperienza. “Accogliere per educare” significa dunque questo: guardare l’altro non come un “problema da risolvere”, ma come un mistero da accompagnare.
Una mostra che è stato un invito a fermarsi, osservare e lasciarsi incontrare da storie, volti e desideri. Un invito a guardare ogni tassello nella sua unicità e, allo stesso tempo, a cogliere il disegno più grande che nasce dall’incontro con l’altro.
Il progetto Mosaico di Cometa è stato realizzato grazie anche ai fondi provenienti dall’otto per mille destinati alla Chiesa Cattolica.





